LUCIANO DEGIACOMI NEL CENTENARIO DELLA NASCITA: UN PROMOTORE DELLA FAMIJA ALBÈISA E DELLE COLINE DI LANGA

Lo ricordiamo rinnovando il profondo rammarico per la sua prematura scomparsa ed il generale rimpianto che colpì la comunità di Alba e delle Langhe. L’eredità culturale ed etica lasciata dal nostro socio fondatore Luciano non deve disperdersi ma proseguire sulla sua scia,.
Nel 1955 fu appunto tra i promotori e fondatori della Famija Albèisa, di cui fu presidente dal 1963 al 1970; durante la sua presidenza si diede vita al “Carnevale Benefico”, fu istituito il “Premio Amici di Alba” e si iniziò la pubblicazione di importanti opere di storia e cultura.
Luciano Degiacomi fu tra i più strenui e convinti propugnatori poi dell’Enoteca Regionale Piemontese, costituita nel castello di Grinzane Cavour nel 1966. Nel febbraio del 1967 diede vita all’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba, di cui fu per 25 anni il Gran Maestro e l’instancabile animatore. Morì nella sua Alba il 20 aprile 1995.

Degiacomi, che era da sempre un appassionato della sua terra e per la quale ne aveva previsto le intrinseche potenzialità, soleva dire in tutte le occasioni pubbliche: “Dobbiamo lavorare per onorare questo territorio non ancora totalmente scoperto”. Ci domandiamo se oggi ne sarebbe soddisfatto o piuttosto se avesse qualche cosa da ridire. Per decenni lavorò volontariamente e scrupolosamente in collaborazione con la Famija Albèisa da prima, e con l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour poi, per il recupero del Castello di Grinzane Cavour che diventerà la prestigiosa sede di molte Associazioni, con il Museo delle Langhe, le sale espositive e di degustazione e con il ristorante del Castello. Fu tra i promotori del famoso ed ormai celebre concorso enogastronomico del “Piatto d’oro” patrocinato dalla Famija Albèisa che coinvolse tutte le trattorie di Langa e lanciò queste nostre colline nel firmamento gastronomico con i risvolti turistici che ne derivarono.

Era il 1961, e fu aiutato in quella avventura da tanti collaboratori - tutti soci del nostro sodalizio albese - ma l'artefice del Concorso del Piatto d'Oro fu lui!

In tal modo mise in evidenza le eccellenze della nostra gastronomia. Nel 1974 fece poi nascere la Selezione dei Grandi Vini dell’Albese.

Nel 1967 i Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba iniziano con lui la loro attività di promozione del territorio e nello stesso tempo l’Enoteca Regionale inaugura la sua sede. Si stabilisce tra i due sodalizi una collaborazione intensa grazie alla virtuosa intesa tra l’allora giovane Sindaco di Alba, Ettore Paganelli e Degiacomi che consentirà di superare tutti gli intoppi burocratici e la carenza di disponibilità finanziaria. l’Ordine fu spronato da un forte entusiasmo per rimanere fedele allo Statuto ed al territorio di Langa. Luciano Degiacomi nato ad Alba il 13 aprile 1921, ha dedicato alla nostra città ed alla nostra terra tutta la sua acuta intelligenza e l’ inesauribile passione per promuoverne la conoscenza e la valorizzazione dei più prestigiosi prodotti

In uno sviluppo di iniziative promozionali che vedrà il Castello di grinzane meta di turisti provenienti da ogni dove, Degiacomi confermerà il suo impegno per la diffusione della conoscenza dei nostri vini che negli anni. Sotto il suo impulso cresceranno, non soltanto nella quantità, molte cantine aderenti, ma anche la qualità del prodotto: le bottiglie etichettate con lo stemma dell’Ordine raggiungono oggi e ogni anno i ristoranti oltreoceano. Proprio sull’esempio dei pionieri che già nell’800 con coraggio e lungimiranza ne tentarono l’esportazione, oggi e ormai da tempo, i produttori di Langhe, Roero e Monferrato diffondono il prestigio dei nostri vini nel mondo.

Rimane cosa complessa sintetizzarne il profilo, a causa degli innumerevoli interessi e attività svolte: fu apprezzato farmacista, viticoltore e gastronomo ma soprattutto abile organizzatore di uomini e idee. Coordinò, con la lungimiranza che è tratto distintivo del pioniere, le migliori energie e intelligenze dell’Albese in direzione di progetti spesso accolti da diffidenza iniziale ma ben presto indicati con orgoglio come espressione di una città e di un territorio desiderosi di aprirsi al mondo.

Lo ricordano in tanti per la schiettezza dei modi, una certa ruvidezza di carattere che non gli impediva, tuttavia, d’essere curioso e aperto alle novità senza far torto alle radici e alla tradizione che omaggiava con scrupolosità quasi filologica. Ne ricorda l’impegno editoriale Giancarlo Montaldo che con Degiacomi collaborò negli anni ’80 alla pubblicazione della guida: “Sulle strade dei vini d’Alba”, presto tradotta in inglese e tedesco: «Fu una figura carismatica che non ricercava il consenso a tutti i costi. Ha preso per mano questo territorio per il quale provava autentica passione che riversava nella carta stampata, anche scontrandosi con coloro che sostenevano che Langhe e turismo non fossero parole che potessero funzionare insieme. Aveva ragione lui, ma per provarlo occorreva lavorare a testa bassa e valorizzare le conoscenze e le competenze. Credeva nella tradizione e non per vuota retorica. Lo muoveva un principio che condivido appieno: non possiamo semplicemente dire di avere una storia, siamo tenuti a documentarla».

Lo sforzo di documentazione è testimoniato dalle tante pubblicazioni: si pensi alla guida gastronomico-turistica “Langhe d’Alba” (1963) redatta da Vittorio Riolfo e contemporanea all’istituzione del concorso il Piatto d’oro. In quella occasione la Famija Albèisa seppe coinvolgere ben 84 ristoranti di Langa e tutti i giornalisti del Nord Italia.

Negli anni in cui Degiacomi fu presidente della Famija, dal 1963 al 1970, furono numerose le pubblicazioni dedicate all’arte e alla cultura locale. Fra le battaglie condotte, va ricordata anche la netta posizione contro la demolizione del Teatro Sociale che portò Degiacomi a scontrarsi fortemente contro l’opinione prevalente nel Consiglio comunale dell’epoca. Meno conosciuto è l’impegno per la tutela dei beni culturali, che si concretizzò con la fondazione della sezione albese di “Italia nostra”.

Walter Accigliaro così ne racconta: “Fu presidente del comitato promotore, negli anni 1971 e 1972, svolgendo il prezioso lavoro di traghettatore e gettando le basi per le future azioni intraprese dall’associazione. All’epoca non era diffusa la coscienza del nostro patrimonio artistico e naturale. Degiacomi fece squadra, ponendo la propria esperienza al servizio di un gruppo di giovani sensibili al tema della tutela ambientale e dei beni culturali che versavano in cattive condizioni”. Anche in questo caso si lanciò in una frenetica attività editoriale, affiancata dai tanti eventi culturali promossi nell’ambito dei capitoli, gli incontri organizzati dall’Ordine.
Furono così gettate le basi per lo sviluppo enoturistico delle Langhe, come ricorda il figlio Antonio: «La farmacia in via Maestra funzionava un po’ anche da ufficio turistico. Ma voglio ricordare anche la centralità delle cascine Drago. Qui mio padre sperimentò nuovi sistemi di coltivazione in accordo con una sensibilità ambientale che anticipava i tempi».

Per raccontare come Luciano Degiacomi abbia saputo trasmettere che passione, collaborazione e solidarietà siano gli ingredienti fondamentali per raggiungere risultati dignitosi e brillanti è stato prodotto un video documentario. La città di Alba rende omaggio in tal modo non solo a lui ma ai patriarchi del vino e del turismo pubblicando il filmato “Luciano Degiacomi, un visionario concreto”

Il video è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Radici e si avvale dei ricordi e delle parole di Giancarlo Montaldo, Bianca Vetrino, Ettore Paganelli, Giacomo Oddero, Tino Colla. Le interviste sono di Marcello Pasquero, la fotografia di Bruno Murialdo e le riprese ed il montaggio di Daniele Ferrero.

Luigi Cabutto

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